Cronaca

Accordo tra Stati Uniti e Australia su Minerali Critici e Sottomarini: Un Patto Strategico Contro il Dominio Cinese

Oct 21, 2025

In un contesto geopolitico in continua evoluzione, gli Stati Uniti e l'Australia hanno consolidato la loro partnership strategica attraverso un accordo significativo che copre la fornitura di sottomarini a propulsione nucleare e la collaborazione sui minerali critici. Questo patto, siglato il 20 ottobre, rappresenta un passo importante per rafforzare i legami tra le due nazioni e, al contempo, per affrontare il predominio della Cina nel mercato globale delle materie prime essenziali. L'intesa mira a garantire una maggiore sicurezza economica e a diversificare le catene di approvvigionamento, riducendo la vulnerabilità strategica di fronte a potenziali pressioni esterne.

L'incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e il primo ministro australiano Anthony Albanese alla Casa Bianca ha rappresentato un momento cruciale per la ridefinizione delle loro relazioni bilaterali. Trump ha rassicurato il suo omologo australiano riguardo alla consegna dei sottomarini nucleari, un impegno preso nell'ambito dell'accordo AUKUS (Australia, Regno Unito, Stati Uniti) del 2021. Questa rassicurazione è giunta dopo che in precedenza erano emersi dubbi sulla prosecuzione dell'accordo, in particolare a causa di dichiarazioni di Trump che avevano messo in discussione la fattibilità del progetto. L'Australia è attesa ricevere almeno tre sottomarini nucleari di classe Virginia dagli Stati Uniti entro i prossimi quindici anni, un passo fondamentale per il rafforzamento delle sue capacità difensive nel Pacifico.

Un altro pilastro dell'accordo riguarda i minerali critici. L'Australia, ricca di risorse come litio, cobalto e manganese, essenziali per settori ad alta tecnologia quali semiconduttori, veicoli elettrici e turbine eoliche, si posiziona come un partner chiave. Albanese ha sottolineato che l'accordo aprirà la strada a progetti del valore di 8,5 miliardi di dollari, portando le relazioni bilaterali a un livello superiore. Questa collaborazione è cruciale per Washington, che cerca di allentare la morsa della Cina, attualmente dominante nella produzione di litio, nichel e terre rare. La dipendenza quasi totale dalla Cina per queste risorse ha generato preoccupazioni a Washington, portando a iniziative come l'annuncio di dazi doganali aggiuntivi del 100% sulla Cina per le restrizioni sulle esportazioni di terre rare, sebbene successivamente siano stati avviati nuovi cicli di negoziati commerciali. L'impegno congiunto prevede investimenti significativi: l'Australia e gli Stati Uniti destineranno ciascuno oltre un miliardo di dollari nei prossimi sei mesi ai minerali critici, con un totale complessivo di tre miliardi di dollari secondo la Casa Bianca.

Nonostante l'esito positivo dell'incontro, non sono mancate le tensioni diplomatiche. Un episodio di rilievo ha riguardato l'ambasciatore australiano a Washington, Kevin Rudd, ex primo ministro laburista. Durante una conferenza stampa, un giornalista ha chiesto a Trump se fosse infastidito dai commenti passati di Rudd, che aveva criticato Trump sui social network prima di cancellare i messaggi. La risposta di Trump è stata diretta e inequivocabile: «Neanche tu mi piaci. Per niente. E probabilmente non mi piacerai mai», rivolgendosi apertamente a Rudd di fronte a un sorpreso Albanese. Questo momento, seppur breve, ha evidenziato le complessità delle relazioni personali che possono intrecciarsi con quelle politiche di alto livello.

Questo accordo rappresenta un tentativo congiunto di affrontare le sfide geopolitiche ed economiche attuali, garantendo stabilità strategica e riducendo la dipendenza da potenze esterne in settori cruciali. La partnership rafforzata tra Stati Uniti e Australia non solo mira a garantire l'approvvigionamento di risorse vitali, ma anche a consolidare un fronte unito di fronte alle dinamiche globali.

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